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Storia dInghilterra Volume 2: (of 2) (Storia dInghilterra Series) Baron Thomas Babington Macaulay Macaulay

Storia dInghilterra Volume 2: (of 2) (Storia dInghilterra Series)

Baron Thomas Babington Macaulay Macaulay

Published October 1st 2014
ISBN :
Kindle Edition
577 pages
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 About the Book 

Example in this ebookCAPITOLO SESTO.I. Giacomo trovavasi oramai giunto al più alto grado di potenza e prosperità. Sì in Inghilterra che in Iscozia aveva vinti i suoi nemici, e puniti con una severità che aveva neʼ cuori loro suscitato acerbissimoMoreExample in this ebookCAPITOLO SESTO.I. Giacomo trovavasi oramai giunto al più alto grado di potenza e prosperità. Sì in Inghilterra che in Iscozia aveva vinti i suoi nemici, e puniti con una severità che aveva neʼ cuori loro suscitato acerbissimo odio, ma ad un tempo gli aveva efficacemente disanimati. Il partito Whig pareva spento. Il nome di Whig non usavasi mai, tranne come vocabolo di rimprovero. Il Parlamento piegava sommessa la fronte ai voleri del re, il quale aveva potestà di tenerselo sino alla fine del proprio regno. La Chiesa faceva più che mai clamorose proteste di affetto verso lui, proteste chʼella aveva confermate col fatto a tempo della trascorsa insurrezione. I giudici erano suoi strumenti- e qualora non si fossero mostrati tali, stava in lui di cacciarli dʼufficio. I corpi municipali erano pieni di sue creature. Le sue entrate eccedevano dʼassai quelle deʼ suoi predecessori. Ei si gonfiò dʼorgoglio. Non era più lʼuomo il quale, pochi mesi innanzi, tormentato dal dubbio che il trono potesse essergli abbattuto in unʼora sola, aveva implorato con supplicazioni indegne di un re il soccorso dello straniero, ed accettatolo con lacrime di gratitudine. Vagheggiava con la fantasia visioni di dominio e di gloria. Vedevasi già il sovrano predominante dʼEuropa, il campione di molti Stati oppressi da una sola monarchia troppo potente. Fino dal mese di giugno, aveva assicurate le Provincie Unite, che, appena rassettate le faccende dellʼInghilterra, avrebbe mostrato al mondo quanto poco ei temesse la Francia. Giusta siffatte assicuranze, in meno dʼun mese dopo la battaglia di Sedgemoor, concluse con gli Stati Generali un trattato, secondo i principii della triplice alleanza. Fu considerata e allʼAja e a Versailles come circostanza significantissima, che Halifax, perpetuo ed acerrimo nemico della influenza francese, il quale quasi mai, dallʼinizio del regno, era stato consultato sopra alcuno importante negozio, fosse precipuo operatore della lega, in modo da parere che le sue sole parole trovassero ascolto allʼorecchio del principe. E fu circostanza non meno significativa, che innanzi non ne fosse stato fatto pur motto a Barillon. Egli e il suo signore furono presi alla sprovvista. Luigi ne rimase sconcertato, e mostrò grave e non irragionevole ansietà rispetto ai futuri disegni di un principe, il quale, poco avanti, era stato suo pensionato e vassallo. Correva molto la voce che Guglielmo dʼOrange si affaccendasse a formare una grande confederazione, che doveva comprendere i due rami della Casa dʼAustria, le Provincie Unite, il regno di Svezia e lo Elettorato di Brandenburgo. Adesso pareva che tale confederazione dovesse avere a capo il re e il Parlamento dʼInghilterra.II. Difatti, furono iniziate pratiche tendenti a simile scopo. La Spagna propose di formare una stretta lega con Giacomo- il quale accolse favorevolmente la proposta, comecchè chiaro apparisse che tale alleanza sarebbe stata poco meno che una dichiarazione contro la Francia. Ma ei differì la sua ultima risoluzione fino alla nuova ragunanza del Parlamento. Le sorti della Cristianità pendevano dalla disposizione in cui egli avrebbe trovata la Camera deʼ Comuni. Se essa era inchinevole ad approvare i suoi divisamenti di politica interna, non vi sarebbe stata cosa alcuna che gli avesse impedito dʼintervenire con vigore ed autorità nella gran contesa che tosto doveva travagliarsi nel continente. Se la Camera era disubbidiente, egli sarebbe stato costretto a deporre ogni pensiero dʼarbitrato tra le nazioni contendenti, ad implorare nuovamente lo aiuto della Francia, a sottoporsi di nuovo alla dittatura francese, a diventare potentato di terza o quarta classe, e a rifarsi del dispregio, in che lo avre